Notte dei Ricercatori





Notte dei ricercatori

Rinascimento METROPOLITANO

Città Metropolitana di Firenze

Piano strategico 2030
di Valeria Lingua
Opuscolo Notte dei Ricercatori - pdf


Con il Piano Strategico 2030, la Città Metropolitana di Firenze propone un percorso di cambiamento per migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti del territorio metropolitano: un Rinascimento Metropolitano.


Il termine evoca un cambiamento d’epoca, di rinascita intellettuale, economica e sociale sostenuta da ideali di etica civile, pragmatismo, esaltazione della vita attiva, che ha avuto storicamente come centro fisico la città di Firenze. Se oggi è evidente la necessità di una rinascita rispetto alla contingenza attuale, questa non può essere solo riferita al nucleo urbano principale e ai comuni dell’area più prossima, ma all’intero sistema territoriale.


A partire dal patrimonio artistico e culturale, dalla manifattura di qualità, dalle produzioni di eccellenza, che rendono questo territorio un condensato di conoscenza stratificata nel tempo, il Piano Strategico 2030 assume il rinascimento come momento di forte trasformazione culturale, un nuovo racconto e una nuova narrazione estesa all’intero territorio metropolitano: un territorio vasto, ricco di risorse complementari e coeso.


Il Rinascimento Metropolitano è declinato attraverso tre visioni strategiche: accessibilità universale, come condizione indispensabile per la partecipazione alla vita sociale e per la fruibilità degli spazi e dei servizi; opportunità diffuse con all’attivazione di molteplici e variegate risorse/opportunità presenti in tutta l’area metropolitana; e infine, una concezione del territorio metropolitano che valorizza il territorio rurale come insieme integrato di terre del benessere, in termini di qualità di vita ed equilibrio eco-sistemico.

Le tre visioni strategiche interpretano l’immagine collettiva delle città e del territorio attuale e definiscono la direzione auspicabile verso cui tendere per perseguire il Rinascimento Metropolitano. Gli obiettivi condivisi emersi durante il processo partecipativo e le ricerche – nonché con un’attenta lettura del territorio, dei suoi spazi e del contesto sociale – definiscono tre orizzonti paralleli, capaci di intercettare le opportunità offerte dal territorio, mettere a sistema le politiche ed i progetti presenti e quelli futuri.


Il Piano Strategico 2030 rappresenta un esercizio di proiezione al futuro della comunità metropolitana, che prende atto della dimensione territoriale di riferimento e definisce una visione strategica forte e condivisa.

Questa visione è stata possibile sia per un esteso processo partecipativo, sia per un ampio lavoro di ricerca organizzato in un articolato Comitato scientifico dove erano presenti a vario titolo l’Università degli Studi di Firenze, con diversi dipartimenti, la Fondazione Ricerca e Innovazione, l’IRPET e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e la Camera di Commercio, Industria Artigianato.


visione 1 - Accessibilità universale


La Città Metropolitana di Firenze è una città connettiva, ovvero un sistema territoriale che ha il compito di facilitare le connessioni, sia tra i cittadini (mobilità, digital divide e città senziente) che tra le istituzioni (Governance cooperativa, easymetrocity e SUM) e all’interno della società civile (Comunità inclusiva e solidale).


La Città Metropolitana è un sistema territoriale che facilita la connessione dei cittadini – tra loro, con le istituzioni e con l’ambiente – attraverso reti materiali e immateriali a disposizione di tutta la comunità, in grado di favorire un benessere diffuso in termini di efficienza ed efficacia, migliore uso di tempo e denaro e, soprattutto, qualità della vita. Un territorio accessibile manifesta i propri benefici minimizzando i condizionamenti legati alla localizzazione geografica e alla fascia anagrafica, sociale, culturale, economica dei propri cittadini, al fine di creare una comunità coesa ed inclusiva per tutti.


La costruzione di un sistema di mobilità multiscalare e multimodale (strategia 1.1), esteso a tutto il territorio metropolitano, costituisce l’intelaiatura connettiva volta ad assicurare uno spostamento efficiente e differenziato. A partire dalle diverse esigenze di attraversare, percorrere e vivere il territorio, la mobilità metropolitana si orienta verso il potenziamento del sistema di trasporto collettivo e la sua integrazione con quello privato, innescando importanti risvolti nella trasformazione del territorio. Queste trasformazioni riguardano non solo il potenziamento di grandi nodi strategici multimodali ma, anche, la riorganizzazione dell’offerta integrata dei servizi, la promozione della mobilità sostenibile (piste e autostrade ciclabili), il rinnovamento della rete minuta e diffusa delle percorrenze, a vantaggio di una migliore fruibilità del territorio.


La parola chiave è connessione, che non può prescindere anche dall’integrazione delle reti immateriali. La realizzazione di un contesto fertile per i cittadini e le imprese passa attraverso l’abbattimento dei confini immateriali, l’estensione delle infrastrutture digitali (strategia 1.2) a tutta l’area metropolitano e la creazione di apposite piattaforme informatiche a servizio degli enti amministrativi e dei cittadini offrendo un territorio 4.0.


In questo senso, occorre intervenire anche sul sistema amministrativo metropolitano, che opera al servizio delle esigenze degli enti e dei cittadini, per ottimizzare tempi, risorse e risultati (strategia 1.3). La Città Metropolitana è orientata a favorire la cooperazione tra territori, istituzioni e soggetti portatori di interessi ed esigenze differenti, agendo in modo flessibile e definendo per ogni funzione una dimensione ottimale di collaborazione.


Inoltre, l’accessibilità è declinata anche come rafforzamento della infrastruttura “sociale” e nuova politica dell’abitare metropolitano, fondata sull’attivazione di processi di ascolto, informazione e partecipazione della popolazione e la definizione di nuovi paradigmi abitativi, che rappresentino risposte concrete sia ai principi di presidio e riuso efficiente del territorio (aree interne) sia alle specifiche necessità dei giovani, delle famiglie e delle comunità contemporanee (strategia 1.4)


visione 2 - opportunità diffuse


La Città Metropolitana, sistema ricco e policentrico, trasmette conoscenze, valori ed eccellenze attraverso un’immagine rinnovata di tutto il suo territorio, attraverso azioni di ri-generazione diffusa aspira a migliorare il livello complessivo del sistema economico e, al tempo stesso, a rafforzare la sua competitività internazionale. La Città Metropolitana propone politiche e azioni capaci di riconoscere un particolare valore strategico alle diverse aree territoriali. Secondo un’ottica di “competitività complessiva” il policentrismo, che contraddistingue storicamente il territorio, diventa un elemento di forza identitaria.


Obiettivo fondamentale del Piano Strategico 2030 è quello di rendere esplicito il variegato patrimonio culturale, agricolo e ambientale, materiale e immateriale mostrando le risorse già attive e le sue potenzialità. In tal senso, la Città Metropolitana, oltre ad essere un territorio che attrae nuovi investitori, è luogo che accoglie e offre occasioni per nuovi cittadini portatori di una pluralità di saperi e culture.


La Città Metropolitana promuove lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale locale fondato sul sapere, sull’innovazione tecnologica e le forme di creatività diffusa (strategia 2.1). Per favorire lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale innovativo locale, Città Metropolitana incoraggia la realizzazione di ecosistemi innovativi capaci di coinvolgere varie tipologie di attori e di creare relazioni. Favorendo l’incontro tra la cultura dei makers (nuovi artigiani) con il sistema produttivo delle PMI-piccole e medie imprese, del web, della ricerca scientifica è possibile connettere la cultura del fare con l’innovazione tecnologica in una prospettiva che, inoltre, riconosce la qualità dell’ambiente di lavoro come valore aggiunto.


Elemento centrale per lo sviluppo di un’economia innovativa è la circolazione delle conoscenze e delle competenze scientifiche dal mondo della ricerca a quello delle imprese. A questo scopo, Città Metropolitana favorisce la connessione e lo scambio di saperi (strategia 2.2.) tra scuola, università, centri di ricerca e mondo della produzione attraverso la promozione e la creazione di network.


Nel territorio della Città Metropolitana di Firenze, il surplus del patrimonio edilizio esistente rappresenta un materiale malleabile su cui innescare processi di rigenerazione urbana a piccola e a grande scala (strategia 2.3). La presenza di una quantità rilevante e differenziata di spazi in disuso conferisce una capacità d’azione che, in una propensione positiva, può essere concepita come un terreno fertile su cui concretizzare politiche urbane di ampio respiro e azioni profonde tali da incidere nei tessuti urbani esistenti a favore dei cittadini e delle imprese.

Infine, la Città Metropolitana (non solo nella centralità di Firenze) ha la sua leva nella presenza di un’eccezionale ricchezza di patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Tale ricchezza impone una corretta gestione strategica delle risorse turistiche (strategia 2.4), attraverso una valorizzazione integrata del potenziale a disposizione, con l’obiettivo di sviluppare e potenziare le destinazioni turistiche dell’area metropolitana attraverso l’offerta di soluzioni innovative.


visione 3 - terre del benessere


Un aspetto solo apparentemente sorprendente della Città Metropolitana di Firenze è che essa si configura come un’area prevalentemente agricola e coperta di boschi. Il 30% della superficie è occupata da attività agricole e il 52% da boschi. L’agricoltura si è sviluppata nei secoli in stretta simbiosi con la vita urbana e seguendo percorsi di qualità sia per la produzione degli alimenti che nella gestione del territorio, motivo per cui l’area fiorentina è nota nel mondo per la qualità dei propri prodotti (vino, olio...ma non solo) e per la bellezza del suo paesaggio agrario, che ha creato un modello di sviluppo rurale multifunzionale, portato ad esempio in Europa e nel mondo.


Assumere il territorio rurale come “cuore dello sviluppo”, in un contesto in cui spesso il ruolo trainante è attribuito a ben altri settori, significa riconoscere la reciprocità del rapporto città-campagna e il contributo che da sempre questa fornisce allo sviluppo dell’intero sistema metropolitano; perciò il territorio rurale diventa un modello di strategie “della consapevolezza ambientale”, che usano responsabilmente le risorse in un’ottica di sostenibilità e di resilienza, anche in risposta alle nuove sfide ambientali (es. cambiamenti climatici). Il benessere perseguito non è quello veicolato solo a fini turistici, ma è soprattutto legato alla qualità della vita della popolazione che vive nelle zone periurbane, rurali e nelle aree interne. Un benessere che, a partire dagli obiettivi del Piano paesaggistico della Regione Toscana, viene migliorato attraverso azioni che garantiscano nuove modalità di fruizione del territorio e una rinnovata attrattività dei luoghi in grado di richiamare abitanti, consumatori, turisti e investimenti legati al presidio e al rafforzamento della qualità territoriale.


La Città Metropolitana indica la fruibilità del territorio agricolo (strategia 3.1) come tassello fondamentale per la costruzione dell’identità metropolitana; ciò implica di riattivare le relazioni di complementarietà tra gli ambiti maggiormente urbanizzati di Firenze e il sistema agro-ambientale delle pianure e del loro ambito collinare. A questo scopo, Città Metropolitana promuove l’istituzione di parchi agricoli metropolitani (come esperienze che intreccino la salvaguardia del territorio e la funzione economica e agricola), il recupero dei percorsi rurali (dalla sentieristica ‘minuta’ agli itinerari enogastronomici), la tutela delle infrastrutture ambientali secondo un’ottica ecosistemica complessiva.


La Città Metropolitana promuove la messa in rete delle filiere dell’eccellenza e la tutela e valorizzazione di specie e produzioni tradizionali, incentrate sulla biodiversità vegetale e animale (strategia 3.2) e pone particolare attenzione alle tecniche di agro-ecologia e alle nuove forme dell’abitare rurale e della produzione ad esse connesse.


La Città Metropolitana incentiva le molteplici azioni volte a tutelare il sistema ambientale ed a strutturare un’economia circolare su scala metropolitana (strategia 3.3), valorizzando: i sistemi produttivi che non generano rifiuti; le fonti energetiche rinnovabili; il patrimonio naturale degli ecosistemi forestale, fluviali e agro-paesaggistico; il ciclo delle acque anche per il contenimento del rischio idraulico; la qualità dell’aria e tutti i servizi di scambio eco-territoriali.