Linee di indirizzo





Il PRM è contemporaneamente strumento e laboratorio di costruzione di una visione strategica condivisa delle traiettorie di sviluppo territoriali. Il Piano Strategico Metropolitano si innesta sulle vocazioni territoriali, rileggendole alla luce dell’evoluzione socio economica e tecnologica, e costruendo una piattaforma finalizzata alla costruzione di politiche e progetti condivisi, non solo a livello di enunciazione iniziale, ma anche nelle fasi di sviluppo progettuale.

In questo senso, analogamente alle nascenti esperienze di PSM di altre città metropolitane italiane, il Piano è al contempo un processo e un prodotto, un esercizio di metodo e merito, dal carattere:

  • Partecipato e inclusivo, strumento di costruzione della comunità metropolitana, volto a favorire il protagonismo inter-istituzionale, la sussidiarietà e a valorizzare le migliori energie territoriali, anche sperimentando nuove forme di partnership e di governance metropolitana; un ambiente operativo caratterizzato da razionalità comunicativa e collaborativa, dove le scelte sono il risultato della relazione tra gli attori;
  • Innovativo, sia nel merito sia nel metodo, allineato alle best practices internazionali urbane (open government, social innovation, etc.). Innovazione non solo tecnologica, ma anche organizzativa, cognitiva, etc.;
  • Concreto, in grado di focalizzarsi su strumenti, politiche e progetti caratterizzati da elevato grado di fattibilità e sostenibilità, a partire dal committment politico forte fino alla individuazione di percorsi di fattibilità chiari e condivisi; è luogo di sincronizzazione tra progettualità e programmazione regionale, nazionale e comunitaria.
  • Selettivo, capace quindi di fare scelte, individuando un numero limitato di priorità e campi d’azione, pur oggetto di aggiornamento costante;
  • Abilitante, in grado di creare piattaforme collaborative e di empowerment per facilitare partnerships di varia natura istituzionali, sociali ed economiche, rimuovere vincoli, superando limiti altrimenti insuperabili grazie ad economie di scala e di rete, nonché valorizzando le esternalità positive dei processi di trasformazione;
  • Ambizioso, capace di cogliere e sfruttare tutte le implicazioni del momento di profonda trasformazione che stiamo vivendo, essendo anche in grado di promuovere trasformazioni degli assetti organizzativi esistenti se funzionali al perseguimento di fini strategici particolarmente significativi;
  • Attrattivo, in grado di definire, anche grazie agli atti che ne saranno conseguenti, un chiaro e leggibile ecosistema di attrattività territoriale fondamentale per i percorsi di sviluppo;
  • Internazionale, acquisendo una volta per tutte il dato, evidente dal rinascimento in poi, che la dimensione internazionale non è una delle tante caratteristiche dei processi di sviluppo locale, ma il cuore imprescindibile della vocazione e delle traiettorie di sviluppo della Città di Firenze e del suo territorio.

Un prodotto e un processo leggibili dal territorio, caratterizzati da una attenzione costante a una dimensione comunicativa chiara, strutturata e costante nel tempo, alla riscoperta di un linguaggio politico ed istituzionale comprensibile, attento alla costruzione di un sistema delle aspettative allineato con la realizzabilità dei progetti.

Il PSM pone la progettazione dello sviluppo territoriale al centro della propria missione. I progetti hanno natura diversa all’interno dell’ecosistema dello sviluppo territoriale.
Un primo ambito progettuale è quello che si focalizza su azioni trasversali di costruzione o/e valorizzazione di progetti di infrastrutturazione della città metropolitana. Grandi progetti trasversali di rete, territorialmente diffusi, capaci di portare a un ulteriore livello quali-quantitativo il lavoro già avviato in questi anni. Tra le infrastrutture, non solo fisiche:

  • Infrastruttura di innovazione e trasferimento tecnologico
  • Infrastruttura digitale
  • Infrastruttura della governance e della semplificazione
  • Infrastruttura della conoscenza e della formazione
  • Infrastruttura della mobilità

Un secondo ambito si focalizza su macro progetti strategici, che possono avvalersi di una o più infrastrutture di cui sopra, e perseguono un obiettivo verticale puntuale. Questi progetti possono essere articolati in quattro principali categorie:

  • progetti di innovazione e sviluppo;
  • progetti di inclusione, benessere e coesione sociale;
  • progetti ambientali, assetti urbani e mobilità;
  • progetti su conoscenza, educazione e cultura.

I macro progetti strategici durano un tempo pari o superiore alla durata del periodo di programmazione. Si articolano in un terzo ambito progettuale, quello dei progetti strategici operativi, che gemmano dai macro progetti, e sono più circoscritti come ambito, tempistiche, luogo di intervento. Si prestano di norma bene ad essere oggetto di studi di fattibilità o di azioni puntuali volte alla realizzazione di un intervento. Se per esempio il recupero dei contenitori dismessi è un macro progetto strategico, la costruzione di un progetto per una caserma dismessa, in grado di inserirsi nella progettualità del Piano, è un intervento del terzo ambito.

Il cuore del lavoro del Piano Strategico è sulla fase di visione e strutturazione iniziale dei progetti, e/o integrazione a livello metropolitano. Genera progettualità condivise.

In virtù della scelta di fare del Piano Strategico un momento di grande partecipazione sul territori metropolitano, è stato avviato un percorso di partecipazione strutturato, approvato dalla Autorità per la Partecipazione della Regione Toscana, con l’appoggio del team di Avventura Urbana, soggetto specializzato in percorsi partecipativi alle scelte pubbliche, che nel primo semestre 2016 permetterà la emersione delle sensibilità, visioni, idee e progetti della comunità metropolitana.

La approvazione del Piano Strategico è prevista per l’autunno 2016.